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Banca del tempo, le voci dei "correntisti"

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Il tempo sembra essere democratico alla Banca del tempo: è prezioso per tutti, comunque lo si spenda. E non solo: in qualche caso si rivela anche come potente strumento di integrazione. Le testimonianze dei cittadini coinvolti

di Pa. Sim.

Banca del tempo, le voci dei "correntisti" (foto Attilio Cristini) (immagini di Attilio Cristini)
Il tempo sembra essere democratico alla Bdt: è prezioso per tutti, comunque  lo si spenda. Non solo, sembra rivelarsi in qualche caso anche come potente strumento di integrazione. Lo dimostrano alcune delle testimonianze  di “correntisti” della Banca del tempo del III Municipio di Roma, pubblicate nel volume Banca del Tempo. L’esperienza e il valore sociale di una grande rete di relazioni e saperi tra i cittadini (Altraeconomia Edizioni).

“Vivo a cavallo di questi due quartieri – dice Vittorio, un professore di Diritto privato in pensione che si rivolge al nostro sportello, all’interno del mercato coperto di via Catania a Roma – eppure non mi sono mai sentito appartenente né all’uno, troppo popolare, né all’altro, troppo borghese; oggi, però, più che mai sento la solitudine e la mancanza di contatto umano… Per questo sono venuto da voi e ho ritrovato prima di tutto me stesso!”.

Concetta, studentessa fuori sede di origine calabrese, per ragioni diverse, ha sentito la solitudine, ma ha scelto la stessa soluzione. “Questo quartiere di Roma è forse il più bello, di sicuro il più vivo, perché pieno di giovani studenti universitari e di tanti locali dove potersi ritrovare, eppure per me è stato così difficile fare amicizie nuove. Avevo sentito parlare all’università della Banca del tempo – spiega Concetta – ma ero sempre un po’ diffidente, finché un giorno, mentre facevo la spesa, mi sono imbattuta in questo piccolo ufficio immerso fra frutta e verdura di ogni genere e mi si è aperto un nuovo mondo, di amicizie di tutti i paesi, di saperi nuovi, di lingue e di sapori a me prima sconosciuti. Questo per me è stato l’incontro con la Banca del tempo multiculturale del III Municipio”.

Manolito, invece, ragazzo colombiano residente a Roma, laureato desideroso di un lavoro qualificato, vorrebbe condividere la sua ricchezza di persona straniera: “Aspettavate braccia e sono arrivati uomini – disse quando contattò la Bdt –; aiutare voi e i miei connazionali e mettere a disposizione il mio bagaglio, che sembra non interessare a nessuno in questo paese”. Oggi Manolito, come ama farsi chiamare dagli amici, cura per la Banca del tempo del III Municipio della Capitale lo sportello legale rivolto a tutti i cittadini stranieri, insieme ai mediatori culturali che ne fanno parte da sempre!”



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TAGS banca del tempo lavoro

22/02/2012 10:21

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