Interrotta ogni trattativa nelle tre grandi aziende sanitarie pubbliche del territorio bolognese, l’
Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Orsola-Malpighi, l’Azienda Usl Bologna e l’Istituto Ortopedico Rizzoli. Lo annunciano unitariamente Fp Cgil, Cisl Fp, Fpl Uil, Fsi, Filas e Rsu aziendali.
La decisione è stata presa dopo che periodicamente e per quasi un anno i sindacati hanno chiesto quanto dovuto relativamente alla mancata applicazione dell’articolo 40 del contratto collettivo nazionale 1998/2001 e dopo aver constatato di conseguenza la volontà, da parte delle aziende in questione, di non voler incrementare il fondo per il finanziamento dei percorsi economici orizzontali e delle posizioni organizzative dei lavoratori.
“In un momento di blocco salariale e di blocco dei contratti di lavoro – dichiarano le sigle sindacali – riteniamo che questa decisione sia grave e ingiusta e viene vista dai lavoratori interessati come un vero e proprio furto, anche alla luce del fatto che la maggior parte delle aziende della nostra Regione hanno pagato regolarmente il dovuto”. Si tratta di cifre non irrisorie.
Nello specifico, per quanto riguarda l’Aosp il mancato finanziamento dal 2002 al netto degli oneri riflessi è pari a 1.800.000 euro; per quanto riguarda l’Ausl il mancato finanziamento dal 2004 al netto degli oneri riflessi è pari a 2.800.000 euro; per quanto riguarda l’Ior il mancato finanziamento dal 2008 al netto degli oneri riflessi è pari a 84.000 euro. “La situazione – dichiarano ancora le sigle sindacali – deve trovare a breve una soluzione, altrimenti ci vedremo costretti alle iniziative più opportune fino allo
sciopero su tutto il territorio bolognese”.