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La sentenza

Stragi naziste, L'Aja salva la Germania

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La Corte internazionale accoglie il ricorso tedesco. Bloccate le indennità alle vittime dei crimini nazisti in Italia. La Cassazione italiana diede il via libera nel 2008, moltiplicando le richieste per 400 stragi e 15mila vittime tra '43 e '45

di rassegna.it

L'Aja dà ragione a Berlino sui crimini nazisti (foto di marco_ask, da flickr) (immagini di (foto di marco_ask, da flickr))
Ha vinto Berlino, ma per molti a perdere non è solo l'Italia, ma la Storia. La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha accolto il ricorso della Germania contro il nostro paese per ottenere il blocco delle indennità alle vittime delle stragi nazista. Secondo la sentenza, l'Italia "ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale" a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich.

La lettura della sentenza è durata circa 80 minuti, durante i quali la Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario di "venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale". L'Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di "ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie" affinché le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d'effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi.

Al di là del "legalese" usato dalla Corte, la sentenza chiude quella porta che era stata aperta da una sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008. In quella data la giustizia italiana aveva riconosciuto la Germania responsabile per essere stata la 'mandante' dei militari nazisti che il 29 giugno del 1944 uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), sparando a donne, bambini, uomini e vecchi, compreso il parroco del paese. Allora, quel verdetto era stato considerato un 'precedente storico'.

Nessun altro paese al mondo aveva mai intentato cause di risarcimento nei confronti della Germania in ottemperanza alla clausola dell'immunità giurisdizionale, sancendo per la prima volta il diritto per le vittime delle stragi naziste ad essere risarcite nell'ambito di un procedimento penale. Prima di allora c'erano state solo delle sentenze nelle cause civili per risarcimento danni chiesto dai cosiddetti 'schiavi di Hitler'.

Quella sentenza aprì la strada a una valanga di richieste di indennizzi di parenti di vittime delle stragi naziste. Ma, secondo Berlino, violava la Convenzione di Vienna del 1961 e il Trattato di pace stipulato con l'Italia. Secondo il governo tedesco, la richiesta di indennizzi violava "l'immunità giudiziaria" di cui gode la Germania. Per l'Italia, invece, si tratta di "crimini internazionali" che hanno una precedenza rispetto alle immunità nazionali.

Cala il sipario, dunque, su un periodo terribile, quello che va dall'8 settembre del 1943 all'aprile del 1945, in cui la violenza dei nazisti contro i civili italiani fece registrare oltre 400 stragi. Alla fine, il bilancio fu di circa 15.000 vittime. Una lunga scia di sangue che accompagnò le truppe tedesche nella lentissima ritirata da Sud a Nord: da Castellaneta, in provincia di Taranto, a Bolzano. A commettere tali esecuzioni collettive non furono soltanto i nazisti delle SS, ma anche i soldati della Wehrmacht e spesso con la complicità attiva dei fascisti della Repubblica Sociale.

Il terrore scatenato dall'esercito tedesco contro i civili italiani, al Sud come al Nord, rappresentò un fenomeno unico per l'imponenza delle cifre delle vittime e il fatto che tutti quegli episodi si siano configurati non genericamente come azioni di guerra ma come crimini in violazione alle leggi vigenti e alle convenzioni internazionali. Dei 400 casi di stragi accertate, solo una decina diedero luogo a un processo, con condanne esemplari come quelle inflitte a Herbert Kappler per le Fosse Ardeatine e Walter Reder per Marzabotto.



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TAGS seconda guerra mondiale cassazione nazismo aja crimini di guerra

03/02/2012 12:41

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L'Aja dà ragione a Berlino sui crimini nazisti (foto di marco_ask, da flickr)