
La gaffe
"Ambrosoli se l'è cercata", parola di Belzebù
Polemica sulla battuta di Giulio Andreotti, che poi si scusa. Esperto in liquidazioni coatte amministrative, Ambrosoli fu ucciso la sera dell'11 luglio 1979 a Milano da un sicario venuto da New York, ingaggiato dal banchiere Michele Sindona
di Gliitaliani.it
Intervento scioccante nella puntata – in onda stasera su Rai2 – dedicata a Giorgio Ambrosoli, l'avvocato milanese nominato liquidatore della banca privata italiana, l'impero economico di Michele Sindona. Il 'Corriere della Sera' anticipa in esclusiva questa parte dell'intervista nella quale, alla domanda sul perché Ambrosoli sia stato ucciso, Andreotti risponde testualmente: "questo e' difficile, non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo e' una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando".
Esperto in liquidazioni coatte amministrative, Ambrosoli fu ucciso la sera dell'11 luglio 1979 a Milano da un sicario venuto da New York, ingaggiato dal banchiere Michele Sindona che, per il suo omicidio, fu condannato all'ergastolo (insieme a Roberto Venetucci) il 18 marzo 1986. La sua è a storia di un eroe borghese come lo ha definito Corrado Stajano nel suo libro, un 'eroe per caso' insignito della medaglia d'oro al valor civile perché "benché fosse oggetto di pressioni e minacce, assolveva all'incarico affidatogli con inflessibile rigore e costante impegno" e si espose perciò a sempre più gravi intimidazioni, tanto da essere barbaramente assassinato prima di poter concludere il suo mandato. Splendido esempio di senso del dovere e assoluta integrità morale, spinti sino all'estremo sacrificio".
Al telefono con l'Agi Umberto Ambrosoli vorrebbe fermarsi qui, a questo unico commento sulla battuta con cui il senatore a vita ha bollato l'omicidio del padre, Giorgio.
Sul padre, Umberto ha di recente scritto un libro ("Qualunque cosa succeda", Sironi editore) in cui ai ricordi familiari mischia la storia pubblica di un funzionario integerrimo che, nominato commissario liquidatore dell'impero di Sindona, il bancarottiere che Andreotti definì, tra l'altro, il salvatore dell'economia italiana.
Gliitaliani.it
Esperto in liquidazioni coatte amministrative, Ambrosoli fu ucciso la sera dell'11 luglio 1979 a Milano da un sicario venuto da New York, ingaggiato dal banchiere Michele Sindona che, per il suo omicidio, fu condannato all'ergastolo (insieme a Roberto Venetucci) il 18 marzo 1986. La sua è a storia di un eroe borghese come lo ha definito Corrado Stajano nel suo libro, un 'eroe per caso' insignito della medaglia d'oro al valor civile perché "benché fosse oggetto di pressioni e minacce, assolveva all'incarico affidatogli con inflessibile rigore e costante impegno" e si espose perciò a sempre più gravi intimidazioni, tanto da essere barbaramente assassinato prima di poter concludere il suo mandato. Splendido esempio di senso del dovere e assoluta integrità morale, spinti sino all'estremo sacrificio".
Sul padre, Umberto ha di recente scritto un libro ("Qualunque cosa succeda", Sironi editore) in cui ai ricordi familiari mischia la storia pubblica di un funzionario integerrimo che, nominato commissario liquidatore dell'impero di Sindona, il bancarottiere che Andreotti definì, tra l'altro, il salvatore dell'economia italiana.
Gliitaliani.it
Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.
09/09/2010 18:25














