Rubriche

Multimedia

Speciali

Visita i Blog di Rassegna.it

Sull'asfalto Rendiamociconto Cinepressa


Esteri

Usa, American Prospect a Obama: "Fai di più per il lavoro"

   Print  

Un invito a fare di più. Lo ha indirizzato la rivista alla Casa Bianca. Obiettivo: creare occupazione di qualità. "La nostra cultura individualista porta le persone a incolparsi della perdita di impiego, a viverlo come un fallimento"

di Scalo internazionale

Un invito a fare di più. Lo ha indirizzato la rivista The American Prospect all'esecutivo statunitense. Obiettivo: creare occupazione di qualità. L'articolo, scritto dal professore di scienze politiche Peter Dreier, si inserisce in un dossier interamente dedicato al lavoro in occasione della festa celebrata in America lo scorso lunedì. "Il governo – si legge sulla rivista – ha ampi poteri per cambiare le tendenze attuali e migliorarle. Ha la capacità – e la responsabilità – di promuovere la piena occupazione. Ma il tipo di impiego (paga, benefici, sicurezza, prospettive di avanzamento) è importante tanto quanto il lavoro stesso".

Il professor Dreier documenta come la mancanza di lavoro finisca per affliggere un americano su dieci, acuendo le sofferenze di una larga fetta di popolazione.

"La nostra cultura individualista porta le persone a incolparsi della perdita di impiego, a viverlo come un fallimento. Così ogni giorno di recessione in più significa più persone malate, depresse, addirittura morte".

Secondo uno studio citato nell'articolo, "per ogni 1% di aumento del tasso di disoccupazione, la società americana può calcolare 47mila decessi, dovuti ad attacchi cardiaci, suicidi, omicidi e consumo di alcol".

Peggiorano anche i dati che riguardano le violenze domestiche e la criminalità. Considerazioni che evidenziano la necessità di salari dignitosi, tendenza nettamente opposta a quella attuale che vede un'esplosione di assunzioni a basso reddito.

Qual è la possibile soluzione? Per il professore della John Hopkins University: più sindacato.

Secondo l'Economic Policy Institute gli iscritti al sindacato ottengono paghe migliori rispetto ai colleghi non sindacalizzati e subiscono meno discriminazioni di genere e razziali. Allora perché gli americani sono così restii a prendere la tessere? Perché – denuncia Dreier – il nostro sistema normativo protegge il datore di lavoro più di quanto non faccia con il lavoratore. E' dalla parte del più forte anziché del più debole. "Le regole – scrive lo studioso – sono contro chi lavora, rendendo estremamente difficile anche per le organizzazioni più efficaci vincere le elezioni per la rappresentanza sindacale", in un percorso in cui non mancano intimidazioni nei confronti degli attivisti. Gli Stati Uniti – conclude il pezzo dell'American Prospect – hanno bisogno della nuova legge sulla rappresentanza (l'Employee Free Choice Act) e di tante altre azioni volte a promuovere l'occupazione di qualità. I margini ci sono ma – si chiede Dreier - "cosa aspettano i nostri amici alla Casa Bianca?".


Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS usa lavoro

08/09/2010 18:33

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


Alcune immagini

Il baratto di Formigoni

articolo di claudio gandolfi

L'arte è libera espressione.

fotonotizia di MefPinuccio

Tutti i contenuti della community

Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it