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Scuola, l'Italia spende poco e male

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Il nostro paese investe solo il 4,5% del Pil, meno di Estonia e Brasile. Per la scuola dell'obbligo investimenti nella media, il crollo riguarda università e ricerca. Gurria: "Istruzione unica risposta alla crisi". Insegnanti sottopagati

autore foto, Pyno Moscato, da flickr (immagini di autore foto, Pyno Moscato, da flickr)
In Italia solo il 4,5% del Pil è destinato all'istruzione. Il dato è rimasto costante dal 1995 al 2007 e si trova ben al di sotto rispetto alla media delle maggiori economie mondiali, pari al 5,7%. Gli Usa sborsano il 7,6% e sono tra i pochi ad avere incrementato questa cifra. Persino il Brasile, con il 5,2%, e l'Estonia con il 5%, spendono più dell'Italia che in questa speciale classifica è davanti solo alla Slovacchia. È quanto emerge dal nuovo rapporto Osce sull'educazione (Education at a glance) pubblicato oggi (7 settembre) e divenuto ormai un punto di riferimento per l'analisi comparativa internazionale dei sistemi di istruzione.

Nel suo complesso, compresi i sussidi agli studenti e i prestiti alle famiglie, la spesa sale al 9% ma è sempre al di sotto della media Ocse del 13,3%. La spesa dell'Italia resta focalizzata sulla scuola dell'obbligo nella quale vengono investiti ogni anno circa 7.950 dollari contro una media Ocse di 8.200. Per le università e le attività di ricerca, di contro, la cifra è di 8.600 dollari contro i 13.000 dell'Ocse.

La migliore risposta alla crisi è proprio l'istruzione. Questo il messaggio di Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse: "L'educazione è un investimento essenziale per sviluppare una crescita di lungo termine e per rispondere ai cambiamenti in atto", soprattutto quelli del mercato del lavoro. A suo giudizio, il nuovo rapporto dimostra che investire nella formazione dei cittadini ha un impatto anche sulla loro futura capacità di pagare tasse più alte per sostenere i loro paesi, visto che persone più istruite hanno stipendi maggiori. Inoltre una buona istruzione "aumenta le possibilità di trovare lavoro" ed è quindi un modo per contrastare la disoccupazione" che ha toccato livelli molto alti. In un mercato del lavoro che cambia e che chiede competenze sempre più elevate, "anche gli adulti avranno bisogno di rivedere la loro formazione", ricorda Gurria.

Resta il problema
dei nostri insegnanti pagati meno della media soprattutto ai livelli più alti di anzianità di servizio. Un maestro di scuola elementare inizia con 26mila dollari e a fine carriera arriva a 38mila (media Ocse 48mila). un professore delle medie parte da 28mila per arrivare a un massimo di 42mila (51mila Ocse), mentre un suo collega del liceo a fine carriere arriva a 44mila (55mila). Al tempo stesso, però, l'Italia è quintultima per le ore di insegnamento diretto: sono 601 l'anno nella scuola secondaria, contro una media ocse di 703.



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TAGS scuola ocse

07/09/2010 12:52

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