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Maggioranza nel caos

“Berlusconi illiberale”, Fini chiude col Pdl

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“Espulso dal partito in due ore”. “Si distingua tra garantismo e impunità”. “Futuro e Libertà”, il nuovo gruppo parlamentare che dovrebbe avere 34 deputati e 10 senatori. “Voteremo caso per caso”. Il premier: "Abbiamo i numeri per andare avanti"

di rassegna.it

 (immagini di Carlo Ruggiero)
Quella di Silvio Berlusconi è una “concezione non proprio liberale della democrazia” e viene dimostrato “dall'invito a dimettermi dalla presidenza di Montecitorio perché è venuta meno la fiducia del Pdl”. E ancora: “Ieri è stata scritta una brutta pagina per il centrodestra e più in generale per la politica italiana.

Così Gianfranco Fini mette la parola fine al Popolo della libertà, nel corso di una breve dichiarazione alla stampa. Quattro minuti di discorso in tutto senza rispondere alle domande dei numerosi cronisti presenti. Il presidente della Camera è entrato nella Sala dell'Hotel della Minerva tra gli applausi ed ha subito preso posto nel piccolo palco montato al centro. Alla sua destra i parlamentari finiani, gli uomini che gli sono rimasti più vicini nelle ore con lo scontro frontale con Silvio Berlusconi.

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“Ieri sera in due ore e senza poter esprimere le mie ragioni - ha detto Fini - sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare”. Questo però, a suo dire, non gli impedirà di preservare i valori autenticamente liberali e riformisti del Pdl e di continuare a costruire un futuro di libertà”.

E proprio “Futuro e Libertà” è il nome del gruppo parlamentare che l’ex leader di An sta costituendo in queste ore e che dovrebbe annoverare 34 deputati a Montecitorio e 10 senatori a Palazzo Madama. I parlamentari finiani, per ora, rimarranno ne governo, ma valuteranno il proprio voto caso per caso. “Ringrazio dal più profondo del cuore – ha proseguito Fini- i parlamentari del Pdl che nelle prossime ore daranno vita ad iniziative per esprimere la loro protesta per quanto deciso ieri dal vertice del partito. Sono donne e uomini liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qualvolta agirà davvero nel solco del programma elettorale e che -evidenzia Fini- non esiteranno a contrastare scelte dell'esecutivo ritenute ingiuste o lesive dell'interesse generale”.

Il tutto per onorare il voto espresso di cittadini “che in queste ore difficili mi hanno manifestato la loro solidarietà e mi hanno invitato a continuare nella difesa di valori irrinunciabili quale l'amor di patria, la coesione nazionale, la giustizia sociale, la legalità”.

La legalità è un punto su cui il presidente della Camera insiste. “Legalità - ha detto Fini - intesa nel senso più pieno del termine, cioè lotta al crimine come meritoriamente sta facendo il governo, ma anche legalità intesa come etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole”. “E' un impegno che avverto come preciso dovere - ha aggiunto - anche per onorare il patto con quei milioni di elettori del Pdl onesti, grati alla magistratura e alle forze dell'ordine, e non capiscono perché nel nostro partito il garantismo, principio sacrosanto, significhi troppo spesso pretesa di impunità.

In serata arriva l'intervento del premier
. "Grazie a questa scelta sofferta ma necessaria, siamo nelle condizioni di governare più sereni e nella chiarezza. Abbiamo davanti tre anni nei quali, superate le emergenze e accantonate le polemiche inutili, ci dedicheremo con determinazione alle riforme". Ha detto Berlusconi in un video messaggio ai Promotori delle Libertà.

"Abbiamo i numeri per andare avanti
- ha aggiunto - così come abbiamo ben chiaro il programma da completare e, grazie a questa scelta sofferta ma necessaria, siamo nelle condizioni di governare più sereni e nella chiarezza".

"Fini e quei deputati che l'hanno seguito - ha detto ancora il premier - hanno dimostrato di essere lontanissimi dalla nostra cultura liberale. Nello stesso tempo, con il pretesto del diritto di critica, un diritto scontato nel nostro movimento perché davvero non c'è altra compagine in cui sia più libera la discussione e la proposta, hanno cercato di riportare in vita i metodi peggiori della Prima Repubblica, dalla divisione in correnti fino alla mediazione continua che paralizza tutto, e hanno iniettato nel nostro movimento il virus della disgregazione".


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TAGS berlusconi fini pdl

30/07/2010 16:23

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1
gli italiani adesso avranno il privilegio di vedere come berlusconi si avvalga delle sue tv e dei suoi giornali per offendere,osannare o comunque influenzare l'opinione pubblica a secondo delleconvenienze del momento adesso e'il turno di fini.e feltri che vorrebbe spacciarsi per indipendente(pur essendo dipendente)dal dittatore,come gli altri scodinzola alle richieste del padrone ...alla sua eta' dovrebbe essere un po'piu'uomo!!invece come tutti attende al mattino il dictat del nanetto cattivo

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