
Basilicata, industria abbandona regione
di Giorgio Sbordoni
PIGNOLA (POTENZA) - “Per la Cgil questo è il tempo dell’unità”. Così Antonio Pepe, segretario generale della Cgil Basilicata, ha chiuso la relazione di apertura del decimo congresso regionale, stamani (18 marzo).
Il dirigente lucano ha detto di ritenere “questa modalità di svolgimento del congresso su due mozioni globalmente alternative un grave errore, perché in questa fase delicata gli iscritti hanno bisogno di condividere con più consapevolezza le strategie e il rilancio della confederalità”.
Sulla situazione della regione e sul pesante impatto della crisi, le parole più importanti e più applaudite Pepe le ha pronunciate su sviluppo, industria, infrastrutture, energia, attaccando quei “gruppi industriali che si sono dileguati non prima di aver attinto in modo cospicuo alle risorse pubbliche, come Lasme, Panasonic, Mhale Mondial e anche altre”.
Sul petrolio, da sempre fonte di ricchezza per la Basilicata e per il paese, Pepe ha ribadito la volontà della Cgil di “approdare ad un nuovo accordo di programma con ENI e d’impegnare la stessa multinazionale nella costituzione di un grande centro di ricerca, per costruire una filiera energetica che faccia perno sulle produzioni da fonti rinnovabili. Ribadiamo la nostra netta contrarietà all’introduzione dell’energia nucleare e alla costruzione del sito unico delle scorie”.
Per concludere, Antonio Pepe ha rilanciato l’idea che “dalla crisi di oggi sia possibile la nascita di un nuovo modello di sviluppo. La crisi deve essere vissuta come un’opportunità per introdurre nuove relazioni industriali che esaltino il ruolo e l’autonomia dei vari soggetti. La Basilicata, terra gravida di molte potenzialità, può ripartire a patto che si intervenga ora e si avvii quella innovazione nella gestione, quello snellimento dei processi decisionali necessario per guardare al bene comune”.
Il dirigente lucano ha detto di ritenere “questa modalità di svolgimento del congresso su due mozioni globalmente alternative un grave errore, perché in questa fase delicata gli iscritti hanno bisogno di condividere con più consapevolezza le strategie e il rilancio della confederalità”.
Sul petrolio, da sempre fonte di ricchezza per la Basilicata e per il paese, Pepe ha ribadito la volontà della Cgil di “approdare ad un nuovo accordo di programma con ENI e d’impegnare la stessa multinazionale nella costituzione di un grande centro di ricerca, per costruire una filiera energetica che faccia perno sulle produzioni da fonti rinnovabili. Ribadiamo la nostra netta contrarietà all’introduzione dell’energia nucleare e alla costruzione del sito unico delle scorie”.
Per concludere, Antonio Pepe ha rilanciato l’idea che “dalla crisi di oggi sia possibile la nascita di un nuovo modello di sviluppo. La crisi deve essere vissuta come un’opportunità per introdurre nuove relazioni industriali che esaltino il ruolo e l’autonomia dei vari soggetti. La Basilicata, terra gravida di molte potenzialità, può ripartire a patto che si intervenga ora e si avvii quella innovazione nella gestione, quello snellimento dei processi decisionali necessario per guardare al bene comune”.
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TAGS cgil basilicata
18/03/2010 19:40













