
Migranti
Cassazione, irregolari espulsi anche con figli a scuola
La corte smentisce una sentenza precedente e rigetta il ricorso di un albanese, padre di due bambini. Il trauma “sentimentale” nei figli non scongiura l’espulsione. Quasi 50 mila le famiglie di immigrati irregolari con figli a scuola
Una sentenza che farà discutere, quella emessa dalla Cassazione in tema di immigrazione: gli immigrati irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non possono chiedere di restare in Italia sulla base del fatto che la loro assenza provocherebbe un trauma 'sentimentale' e un calo nel rendimento scolastico dei figli. Infatti, secondo il nuovo orientamento della suprema corte che smentisce una recente sentenza, l'esigenza di garantire la tutela alla legalità delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori.
Con questa sentenza la prima sezione civile della Cassazione ha rigettato il ricorso di un albanese, padre di due bambini avuti da un matrimonio con una donna con regolare permesso di soggiorno e in attesa di avere la cittadinanza italiana a seguito dell'adozione da parte di un altro uomo.
Secondo una stima della Cgil, in Italia le famiglie di stranieri irregolari con bambini iscritti a scuola potrebbero essere tra le 30 mila e le 50 mila. Sono i dati forniti dal responsabile immigrazione del sindacato, Piero Soldini, secondo il quale la sentenza della Cassazione è “il frutto di una normativa confusa, che cerca di tenere insieme la difesa dei diritti umani, inclusa quella dei minori, con la volontà di criminalizzare gli stranieri”. “Una normativa - prosegue Soldini - che non può che generare paradossi, per cui anche la stessa Cassazione fatica a mantenere una voce univoca. Ne la dimostrazione il fatto che questa sentenza ne contraddice un'altra, della stessa Cassazione, di pochi giorni fa”. La Cgil sottolinea comunque che “il principio di fondo rimane invariato. In tutti i casi – spiega Soldini - in cui l'espulsione mette in crisi l'interesse del figlio minore e dell'unità familiare, l'espulsione va evitata. Questo un principio ricorrente nella giurisprudenza italiana. La decisione di oggi stabilisce solo che non basta che il bambino vada a scuola. Questo per non esclude la possibilità che gli immigrati irregolari evitino l'espulsione sulla base del legame con i figli”.
“Non conoscendo ancora le motivazioni e gli elementi di valutazione della sentenza dei giudici della Suprema Corte, ricordiamo come tali decisioni dovrebbero essere adottate sulla base di valutazioni relative al singolo caso”. E' questo il commento di Save the Children. Anche Save the Children evidenzia come “il dettato normativo del testo unico in materia d'immigrazione non metta in discussione la tutela dei diritti dei minori, che è un interesse costituzionalmente garantito e non bilanciabile con esigenze di controllo dei flussi migratori. L'articolo 31, comma 3, del testo unico, che è alla base della decisione della Cassazione, si limita a prevedere la deroga delle disposizioni in materia di espulsione del genitore, quando ci siano gravi motivi connessi allo sviluppo psicofisico del minore stesso, tenuto conto anche delle sue condizioni di salute”.
Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini plaude invece alla sentenza della corte di Cassazione: “La sentenza dei giudici è giusta. Non si può giustificare chi utilizza i bambini e li strumentalizza per sanare situazioni di illegalità”.
Con questa sentenza la prima sezione civile della Cassazione ha rigettato il ricorso di un albanese, padre di due bambini avuti da un matrimonio con una donna con regolare permesso di soggiorno e in attesa di avere la cittadinanza italiana a seguito dell'adozione da parte di un altro uomo.
“Non conoscendo ancora le motivazioni e gli elementi di valutazione della sentenza dei giudici della Suprema Corte, ricordiamo come tali decisioni dovrebbero essere adottate sulla base di valutazioni relative al singolo caso”. E' questo il commento di Save the Children. Anche Save the Children evidenzia come “il dettato normativo del testo unico in materia d'immigrazione non metta in discussione la tutela dei diritti dei minori, che è un interesse costituzionalmente garantito e non bilanciabile con esigenze di controllo dei flussi migratori. L'articolo 31, comma 3, del testo unico, che è alla base della decisione della Cassazione, si limita a prevedere la deroga delle disposizioni in materia di espulsione del genitore, quando ci siano gravi motivi connessi allo sviluppo psicofisico del minore stesso, tenuto conto anche delle sue condizioni di salute”.
Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini plaude invece alla sentenza della corte di Cassazione: “La sentenza dei giudici è giusta. Non si può giustificare chi utilizza i bambini e li strumentalizza per sanare situazioni di illegalità”.
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11/03/2010 15:15














